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16/05/2017
FederModa Italia: il Consiglio nazionale auspica l'introduzione di una web tax

I risultati registrati nel corso del 2016, le novità fiscali per il commercio, la concorrenza degli e-tailer: sono questi alcuni dei temi affrontati da Federazione Moda Italia il 7 e l’8 maggio in occasione della riunione annuale di Giunta e Consiglio Nazionale dell’associazione.

Per i dettaglianti che operano nel mondo della moda, il 2016 si è chiuso nel segno della stabilità, con un +0,4% rispetto al 2015. I dati dell'Osservatorio Acquisti CartaSi, che monitora gli acquisti degli italiani con carta di credito in tutti i negozi di abbigliamento, calzature, articoli sportivi, accessori, pelletterie e tessili per la casa, non rivelano però una concreta inversione del trend.

Durante l’incontro, Vincenzo De Luca, responsabile delle Politiche fiscali di Confcommercio ha presentato al Consiglio le novità fiscali a seguito dell'obbligo per gli operatori di passare al regime di cassa, con tutti i problemi che ne derivano per il computo del magazzino e in particolare per le rimanenze del 2016 che verrebbero considerate voci di costo iniziale per il 2017. In particolare, De Luca ha spiegato le possibili soluzioni scaturite dal dialogo con l'Amministrazione pubblica e ha presentato il recente strumento delle newsletter fiscali di Confcommercio.

Al presidente Renato Borghi è spettato il compito di sottolineare la necessità di un intervento normativo sulla concorrenza sleale del commercio elettronico prodotta dai colossi del web. Secondo alcune stime, infatti, questo fenomeno comporta un'erosione della base imponibile in Italia superiore ai 30 miliardi di euro, con un conseguente mancato gettito per le casse dello Stato che va dai 4 ai 5 miliardi l'anno. In Europa si parla di circa 50-70 miliardi l'anno di tasse non pagate. Il Consiglio nazionale ha confermato l'importanza strategica di un intervento, a livello nazionale piuttosto che europeo, che favorisca l'introduzione di una web tax, anche in considerazione di un nuovo gettito utile a evitare le clausole di salvaguardia oppure a favorire il taglio dell'Irpef.

Il presidente Borghi ha poi catalizzato l’attenzione sul tema delle aperture festive e domenicali, a seguito dell'eco mediatica della decisione del Gruppo McArthurglen Italy di stare aperti il 1° maggio. In merito ha chiesto maggiore attenzione sulle proposte di legge ferme in Parlamento e volte a limitare a 12 le chiusure domenicali e festive in un anno.

Infine, il segretario generale Massimo Torti ha poi illustrato le attività che hanno coinvolto Federazione Moda Italia: dalle manifestazioni fieristiche come Pitti, Mipel-Micam, The One Milano, Mare d'Amare alle sfilate, dall'impegno alla lotta alla contraffazione alla formazione nell'ambito del negozio di moda nell'era digitale.

 

STUPIRE SI PUO'

In questi primi mesi primaverili i dettaglianti di intimo e mare hanno messo in campo molteplici iniziative volte a far conoscere le loro attività commerciali: dalla Tv alle nuove aperture. È ancora possibile crescere e conquistare nuova clientela.S

di Davide Bartesaghi