L’Editoriale

L'EDITORIALE.

LE NUOVE SFIDE DEL 2018

Molto lentamente, il mercato dell’intimo sta risalendo la china.
Ma l’intero settore ha bisogno di una ventata di innovazione soprattutto per quel che riguarda la visione del business.

 

Come ogni nuovo anno che inizia, il 2018 pone sul tavolo non solo buoni propositi, ma anche sfide e opportunità. Alcune delle quali, in realtà, sono già da tempo oggetto di riflessione degli operatori del mercato. Infatti, sono emerse anche durante la tavola rotonda che Intimo Retail ha organizzato lo scorso 27 novembre e di cui trovate un ampio resoconto in questo numero della rivista, da pagina 26 a pagina 33.

Ad esempio, tra i dettaglianti è sempre più radi- cata la convinzione che la specializzazione sia la chiave per continuare a restare sul mercato. E i dati confermano che è così. Però, questa posizione, se estremizzata, rischia di circoscrivere l’offerta ai prodotti in coppe e taglie grandi, escludendo altri articoli che attualmente sono appannaggio delle catene. E che continueranno a restare tali se non riescono a trovare posto negli assortimenti dei negozi indipendenti.

Se è vero, come è più volte emerso anche du- rante la tavola rotonda, che il core business degli specializzati è la vestibilità, è altrettanto assodato che il fitting non è un’esclusiva dei prodotti cali- brati: i brand che producono questi articoli, nelle  loro collezioni offrono anche capi in coppe e taglie piccole.
Nello Speciale Corsetteria, allegato a questo numero di Intimo Retail, ad esempio, noterete che per l’autunno/inverno 2018-19, marchi come Triumph, Lisca e Magie Italiane, il cui core business è rappre- sentato dalla corsetteria in coppe differenziate, hanno introdotto nelle loro collezioni modelli più destrutturati come la bralette e la
brassiere. Si tratta di prodotti di tendenza che contribuiscono a catalizzare l’attenzione di un target di clientela più giovane, altro tema cruciale per il mercato dell’intimo. Ma per iniziare a inve- stire in queste tipologie di prodotti, i retailer chie- dono all’industria prezzi concorrenziali e un mark up tale da giustificare l’investimento. Condizioni che, attualmente, non sempre sono possibili.

Tra i buoni propositi per il 2018, quindi, industria e distribuzione devono tentare, a piccoli passi, nuove strade e nuove forme di collaborazione per dare slancio a un settore che lentamente sta risalendo la china, come confermano i dati di Sita Ricerca (vedi a pagina 34), ma che necessita di una ventata di innovazione soprattutto per quel che riguarda la visione del business.