Carte di pagamento: commissioni ridotte anche per gli importi inferiori 5 euro

Il 10 dicembre, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto che recepisce la direttiva europea in materia di servizi di pagamento e di commissioni interbancarie sulle operazioni con le carte di pagamento.

Nello specifico, per i pagamenti tramite carta di debito e prepagata la commissione interbancaria per ogni operazione non può essere superiore allo 0,2% del valore dell’operazione stessa, mentre per le operazioni tramite carta di credito la commissione interbancaria per operazione non può essere superiore allo 0,3% del valore dell’operazione. I titolari dei conti beneficeranno di un regime di responsabilità ridotta in caso di pagamenti non autorizzati: viene ridotta da 150 a 50 euro la franchigia massima a loro carico.

Inoltre, per promuovere la diffusione di strumenti di pagamento elettronici, si conferma il divieto di applicare un sovrapprezzo per l’utilizzo di un determinato strumento di pagamento (divieto di surcharge).  Relativamente alle commissioni interbancarie tramite carte di pagamento, per le sole “operazioni nazionali” i prestatori di servizi di pagamento saranno tenuti ad applicare, per tutti i tipi di carte, commissioni di importo ridotto per i pagamenti fino a 5 euro rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo pari o superiore, così da promuovere l’utilizzo delle carte anche per cifre molto basse.

Inoltre, sempre per quanto riguarda le sole “operazioni nazionali” tramite carta di debito, fino al dicembre 2020, i prestatori di servizi potranno applicare una commissione interbancaria non superiore all’equivalente dello 0,2% calcolato sul valore medio annuo di tutte le operazioni nazionali tramite carta di debito all’interno di ciascuno schema di carta di pagamento.

Per quanto riguarda i controlli, il decreto designa quali autorità nazionali competenti ad assicurare l’osservanza delle relative disposizioni di attuazione della direttiva e del Regolamento la Banca d’Italia e, per alcune specifiche disposizioni, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Infine, è aggiornata l’entità delle sanzioni amministrative pecuniarie applicabili, distinguendo tra quelle applicabili alle società o agli enti e quelle applicabile alle persone fisiche

 

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